Etichettatrici migliori nel 2020

Etichettatrice palmare

Etichettatrice termica

Le etichettatrici sono particolari apparecchi che si rivelano utilissimi per chi gestisce anche una piccola impresa, o una grande azienda. Grazie a questo dispositivo è possibile catalogare i prodotti con precisione, o porre il prezzo sopra di essi. Si possono infine effettuare spedizioni con maggiore chiarezza, e anche il personale e i clienti potranno capire al meglio il prodotto grazie alla presenza di determinati segnali adesivi. Così facendo le indicazioni su ogni prodotto saranno esaustive e precise! Una piccola macchina può davvero fare la differenza, agevolando e facilitando la nostra vita professionale.

Una stampante per etichette è elettronica, ed è stata ideata per la realizzazione di etichette in dimensioni e formati diversi. Ci sono infatti attrezzature di ogni genere, da scegliere a seconda dell’uso che ne andremo a fare. Vediamo quindi nei prossimi capitoli di capire al meglio questo prodotto, al fine di sceglierne uno che possa rispondere al meglio le nostre esigenze.

Come scegliere una stampante per etichette?

Prima di procedere con l’acquisto di una stampante per etichette ci sono diversi fattori che andremo a valutare. Tuttavia la prima cosa da chiarire è la destinazione d’uso del prodotto. Dobbiamo quindi stabilire l’entità del lavoro a cui sarà sottoposta la macchina per esempio, o la dimensione dei nostri prodotti (per evitare di porvi un’etichetta eccessivamente grande e ingombrante – o troppo piccola e invisibile). Infatti una piccola azienda dovrà prediligere un macchinario piccolo e poco ingombrante, per catalogare una limitata quantità di prodotti. Invece le grandi aziende avranno bisogno di una macchina ben più efficiente, disposta a dare il meglio anche sotto stress.

Per questa ragione di solito le grandi aziende preferiscono acquistare stampanti industriali. Questi prodotti si rivelano particolarmente indicati per stampare una gran mole di copie, in un lasso di tempo limitato. Sono poi dotate di determinate caratteristiche aggiuntive che ne rendono l’uso ancor più pratico – come la possibilità di selezionare la dimensione dell’etichetta, pronta per essere tagliata. Ci sono inoltre anche dei modelli che stampano etichette plastificate, oppure solo cartacee, oppure ancora in entrambi i formati. Anche la scelta di questa caratteristica sarà guidata dalle nostre esigenze. Infine dovremo scegliere se optare per un apparecchio pratico e compatto, facile da trasportare, nel caso in cui dovremo muoverci con l’etichettatrice. Oppure possiamo scegliere un modello più ingombrante, se sarà utilizzato in un solo posto.

Tipologie di etichettatrici

Come abbiamo anticipato ci possono essere diversi tipi di etichettatrici, in base al tipo di esigenza a cui rispondono. Generalmente si tratta comunque di prodotti che si sfruttano a livello professionale, lavorativo, più che puramente domestico e amatoriale. In ogni caso la principale distinzione che possiamo fare è tra le etichettatrici palmari e quelle con desktop. Si differenziano maggiormente per la struttura, il peso e l’ingombro – oltre che per il fine ultimo.

  • Le etichettatrici palmari, come ci suggerisce il nome stesso, sono oggetti di piccole dimensioni. Si possono trasportare facilmente, e sono quindi le più indicate per un uso in mobilità. L’alimentazione è tramite delle pile alcaline, generalmente 6, e quindi sarà bene considerare anche questo aspetto quando valutiamo i costi del prodotto. Spesso sono dotate di un display (la maggior parte delle volte touchscreen), e anche di una tastiera – con la quale si può scrivere il testo che andrà a comparire sull’etichetta da stampare. Si possono personalizzare anche tutti i dettagli del caso, come lo stile dello scritto, la formattazione dei caratteri (grassetto, corsivo, verticale, sottolineato…), e così via. Le dimensioni invece delle etichette sono limitate, e variano a seconda delle dimensioni della stampante stessa. Di solito la larghezza massima è di 1,2 cm. Quindi possiamo sfruttare tale apparecchio solo per semplici catalogazioni, o per prezzare prodotti facilmente.
  • I modelli con desktop invece hanno bisogno di una postazione stabile, e quindi non sarà così facile trasportarle agevolmente. Infatti l’alimentazione può avvenire tramite un cavo, oppure grazie all’uso di una batteria agli ioni di litio. Questa è ricaricabile, e i modelli più costosi specialmente ne sono provvisti. Le dimensioni di queste etichettatrici sono grandi, e in generale sono più ingombranti dei modelli precedenti. Il peso anche aumenta, e supera di netto il kg previsto per i modelli palmari. Possiamo trovare queste stampanti in uffici per esempio, e in tutte le aziende che devono gestire la corrispondenza o la spedizione di moltissimi prodotti. Questo apparecchio può stampare una grandissima quantità di etichette, in un tempo davvero breve. Le dimensioni delle etichette possono essere superiori: la larghezza delle stesse può raggiungere fino ai 6,2 cm! Possiamo stampare non solo il testo sulle etichette, ma anche delle immagini e contenuti simili. Contrariamente alle stampanti palmari, queste hanno bisogno di un software e di un dispositivo esterno per poter creare il layout delle etichette. Queste quindi non si possono realizzare automaticamente con l’etichettatrice stessa.

Ovviamente anche il costo varia: i modelli palmari sono più economici rispetto a quelli con desktop!

Etichettatrici a stampa diretta termica

Ora che abbiamo capito come distinguere le etichettatrici in base alla loro struttura concentriamoci sulla tecnologia delle stesse. La maggior parte delle stampanti per etichette sfruttano due tipi di tecnologia, e in entrambi i casi si evita l’uso dell’inchiostro. Questo assicura una maggiore efficienza del risultato finale, e una praticità d’uso senza eguali. Tuttavia queste due tipologie hanno anche delle peculiarità diversi, che vedremo al meglio in questo e nel prossimo capitolo.

In questo paragrafo ci concentriamo sulla stampa termica diretta. Questa tecnologia sfrutta la presenza di nastri realizzati con un materiale sensibile al calore. Questo calore viene emanato da una testina, che si trova dentro l’etichettatrice. Tale sbalzo termico causa un cambiamento di colore della carta, e quindi ci sarà possibile realizzare l’immagine o il testo che abbiamo selezionato. Proprio per il suo ruolo decisivo dovremo porre attenzione alla scelta della carta stessa: ce ne sono infatti di vari tipi.

  • Se vogliamo una soluzione pratica ed economica sarà meglio optare per carta non protetta. Si rivela idonea per le etichette che non devono durare a lungo – e sono quindi temporanee. Si usa quindi per le spedizioni rapide, o per catalogare provvisoriamente documenti e prodotti;
  • Per far durare a lungo l’etichetta, anche più di 6 mesi, dovremo optare invece per della carta protetta. Ovviamente è più costosa della precedente, ma è meglio usare questa carta se vogliamo che le etichette siano leggibili per diverso tempo;
  •  Infine la carta sintetica è la soluzione più cara, ma anche la più resistente. Infatti questa carta resiste all’acqua, e quindi si usa specie per le spedizioni aeree – o per quelle importanti.

In ogni caso evitiamo di esporre la carta al sole per un periodo di tempo protratto, perché potrebbe rovinare il contenuto di qualsiasi etichetta stampata su carta termica.

Di solito la stampa termica diretta si sfrutta maggiormente nei modelli desktop. La durata della testina in genere è breve, inferiore rispetto a quella garantita da una stampa a trasferimento termico (parliamo anche del 50 % in meno!). Tuttavia tale componente si può facilmente sostituire, e non ci sarà bisogno di acquistare una nuova etichettatrice. Il suo costo però è alto, e può raggiungere anche il 30 % del valore della macchina stessa: non è quindi una spesa da poco!

Stampa a trasferimento termico

La stampa a trasferimento termico invece ha un procedimento ben più complesso del precedente. Di solito troviamo questa tecnologia nei modelli di fascia alta, e anche particolarmente costosi. La si trova comunque anche in alcune etichettatrici palmari: in questo caso si usa un nastro carbongrafico, che viene detto “ribbon” o “nastro inchiostrato”. Viene posto all’interno della stampante, e trasferisce l’inchiostro sulle etichette. Usando il ribbon possiamo far durare di più la testina dell’etichettatrice, in quanto tale componente è protetta proprio dal nastro inchiostrato. Grazie a questo polvere e altri agenti esterni non entreranno in contatti con componenti delicate: il deterioramento sarà quindi evitato.

Con questa tecnologia possiamo avvalerci di vari materiali su cui stampare. Si possono quindi creare etichette che resistono alla luce solare, all’acqua o ad altri pericoli possibili.

Le etichettatrici automatiche professionali

Se abbiamo bisogno di una macchina più funzionale e professionale dovremo optare per un’etichettatrice automatica. Ce ne sono di vari tipi, che andremo a illustrare di seguito.

  • Le etichettatrici a involucro orizzontale sono utilizzate specialmente per etichettare contenitori o altri articoli che sono instabili o tondeggianti. Tale apparecchio infatti riesce ad applicare al meglio le etichette anche su contenitori difficili. Solitamente infatti gli oggetti in questione passano attraverso una stazione di avvolgimento, e ne escono etichettati al meglio. Questo tipo di etichettatrice automatica è perfetta per aziende che operano in settori come quello farmaceutico, quello della biotecnologia, quelli dei cosmetici e della cura della persona.
  • I modelli verticali invece sono molto diffusi. Generalmente vengono usate per vari prodotti e oggetti, come quelli che sono rastremati – o hanno delle forme quadrate o rettangolari stabili. Il macchinario eroga l’etichetta con estrema precisione. Di solito sono dotati dei migliori optional, come l’azionamento del motore passo per passo, e la regolazione automatica della velocità. Questa macchina fornisce etichette parziali o complete, e per tutti questi fattori risulta il macchinario più diffuso in commercio.
  • Infine le etichettatrici fronte e retro vengono usate in diversi settori. Tale macchinario serve per posizionare le etichette su uno o più lati. Il suo design è studiato appositamente per essere funzionale: deve accogliere vari contenitori a faccia piatta, ma anche ovali. È possibile aggiungere un terzo o un quarto applicatore (che sono opzionali), per azzerare del tutto i tempi di inattività.  In questo caso però dovremo assicurarci che gli oggetti da etichettare siano stabili a sufficienza, per evitare che si sgancino durante la loro permanenza sui nastri trasportatori.

In ogni caso dobbiamo capire che questi dispositivi sono destinati a un uso prettamente professionale. Sono grandi e ingombranti, e lavorano a ritmi sostenuti. Non possiamo quindi pensare di tenerli in casa!

I software utilizzati

Per riuscire a stampare al meglio le etichettatrici si servono di vari software. Questi possono variare in base al modello stesso, ma in genere sono di 3 tipi.

  • I file database sono formati molto comuni (specie in ambito lavorativo), e li possiamo usare in maniera molto pratica. Tuttavia devono essere impostati correttamente, al fine di evitare di usare misure non idonee per la stampa. i più diffusi sono file con estensione CSV, XLS (Microsoft Excel) e MDB (Microsoft Access).
  • Nei modelli di fascia alta possiamo avere bisogno anche di file immagine. Infatti si possono stampare anche immagini complesse con tali apparecchi. Di solito i file più usati sono GIF, ICO, JPG, PNG e TIFF. In caso di necessità possiamo facilmente convertire i file in questi formati – anche se alcune macchine hanno delle opzioni ancor più estese.
  • Alcuni modelli di stampante per etichette ci consentono di usare anche una selezione rapida da un file di testo, per inviarlo poi velocemente e praticamente all’etichettatrice. Dovremo sfruttare quindi file di testo specifici. I più utilizzati sono quelli compatibile con DOC (Microsoft Word), oppure con messaggi di posta elettronica – se gestiti da Outlook.

Come stabilire la qualità della stampa?

Per capire se la nostra stampante per etichette sarà efficiente e di ottima qualità dovremo guardare a determinate caratteristiche. Parliamo specialmente della risoluzione di stampa, e della velocità della stessa.

La risoluzione di un’etichettatrice si misura come quella di qualunque stampante, ossia in DPI (Dots Per Inch, cioè punti per pollice) oppure in PPI (Pixel Per Inch, pixel per pollice). Queste unità di misura indicano quanti pixel o quanti punti sono contenuti in una linea lunga quanto un pollice – che corrisponde ai nostri 2,54 cm. Quindi tramite questo valore possiamo dedurre la definizione di stampa, e la precisione della stessa. I modelli più avanzati che possiamo trovare oggi (che quindi hanno un costo medio alto) hanno una risoluzione di 300 x 300 o 300 x 600 DPI. Un’etichettatrice più “blanda” invece raramente ha una risoluzione maggiore ai 180 x 180 DPI. Consideriamo come sempre la destinazione d’uso dell’oggetto: se dobbiamo fare piccole stampe una risoluzione bassa andrà comunque bene – ma si noterà molto invece in caso di stampe ampie.

La velocità di stampa invece è da considerarsi solo se dobbiamo gestire e realizzare un numero di stampe giornaliere alto. Per esempio se siamo soliti effettuare molte spedizioni, o abbiamo diversi documenti da archiviare, dovremo optare per un macchinario abbastanza veloce. La velocità è indicata sulla scheda tecnica del prodotto, e viene espressa in numero di etichette al minuto, oppure in millimetri al secondo. In ogni caso la velocità non dipende tanto dalla qualità del prodotto, quanto dalla complessità della stampa stessa. Sia i modelli più economici che quelli professionali possono raggiungere al massimo una velocità di 6 mm al secondo. In questi 6 mm possiamo trovare semplici indicazioni testuali magari in bianco e nero, come invece immagini elaborate e piene di colori.

Colori o bianco e nero?

Un altro aspetto da valutare è se optare per una stampante per etichette in bianco e nero, o sceglierne una che stampa anche a colori. Di solito tale fattore è rilevante nella maggior parte dei casi, e anzi si rivela discriminante per molti utenti. La presenza di colore o meno dipende anche dalla tecnologia usata dalla stampante, e dalla carta che utilizzeremo per le etichette. Di solito infatti solo le etichettatrici con trasferimento termico possono realizzare stampe a colori. Se si sceglie invece una macchina con tecnologia termica diretta possiamo ottenere solo stampe di un solo colore.

Ci sono anche in commercio delle etichettatrici che sfruttano la carta termica, ma che possono stampare in soli due colori – di solito il nero e il rosso.

Quanto devono essere grandi le etichette?

Come abbiamo accennato le dimensioni delle etichette possono variare anche in base alla misura e al design della stampante stessa. Le etichettatrici palmari per esempio possono supportare una larghezza limitata – che di solito oscilla tra 1,2 cm e 1,9 cm. Un modello desktop invece può anche superare i 6 cm! Per quanto riguarda l‘altezza invece abbiamo maggiore margine di manovra. Nello specifico questo dipende dalla carta usata, in quanto generalmente vengono venduti dei nastri già divisi in misure standard e predefinite. Anche se avremo lo svantaggio di limitarci nella scelta dell’altezza possiamo avere un risultato ottimale, visto che la precisione di taglio sarà maggiore rispetto a quella di uno effettuato con la taglierina (spesso incorporata nella stampante).

Un’altezza maggiore ci è particolarmente utile se abbiamo bisogno di stampare grandi etichette. Per esempio si rivela utile nel caso di particolari spedizioni, in cui devono essere presenti vari codici a barre – o dettagli vari.

La connettività

Anche la connettività va presa sul serio: ci permette di capire con quali dispositivi esterni possiamo collegarla – come per esempio un computer o uno smartphone. In base alla tipologia di etichettatrice che abbiamo scelto possiamo connettere l’apparecchio con diversi altri dispositivi.

  • Ci sono anche dei modelli palmari che hanno un’opzione che ci permette di collegare il dispositivo a un altro tramite un cavo. Tuttavia esistono anche delle etichettatrici dotate di connettività wireless – generalmente bluetooth. Tutte queste possibilità rendono la stampa dei vari file molto semplice, oltre che rapida.
  • I modelli desktop invece sono dotati spesso di una porta per cavo USB. Con questo possiamo facilmente collegarlo al computer. I modelli di fascia alta possono disporre anche di una tecnologia Wi-fi e bluetooth. Non è raro trovare in queste macchine anche una porta Ethernet, che serve a connetterle a Internet via cavo. Tali opzioni sono molto utili se dobbiamo usare l’etichettatrice in uffici, anche grandi, e se diversi utenti devono sfruttare l’apparecchio.

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