A cosa serve un’etichettatrice? Guida completa e informazioni utili

Le etichettatrici sono dispositivi in grado di produrre etichette da apporre su una superficie.

 

A cosa serve un’etichettatrice?

I campi di applicazione delle etichette sono innumerevoli. Basta soffermarsi un attimo a pensare agli oggetti che quotidianamente ci ruotano intorno e focalizzare la presenza di un’etichetta: flaconi di detersivi, buste di corrispondenza, confezioni di alimenti, capi di abbigliamento, bottiglie e barattoli di diverso contenuto.

Oltre alla grande distribuzione, anche in un ufficio o in uno studio di più modeste dimensioni le etichette possono definire in modo immediato il contenuto di un faldone; si possono stampare etichette con indirizzi per spedizioni di oggetti, lettere, fatture, ecc.

A livello ancora più circoscritto, un’etichettatrice semplice può tornare utile ad uso domestico qualora si trovi la forza di mettere in ordine l’armadio della biancheria, i giocattoli dei bambini o la cantina: una semplice etichette chiarirà immediatamente il contenuto di uno scatolone!

Una piccola etichetta può dire molto: il prezzo di un oggetto, le sue caratteristiche, l’uso proprio o improprio, la data di scadenza, i contenuti nutrizionali in caso di alimenti, le eventuali precauzioni e limitazioni, l’origine… ecc. 

Non solo numeri e parole! Le etichette possono anche riportare simboli universalmente riconosciuti e di lettura quindi più immediata.

Se state leggendo questo articolo, siete verosimilmente propensi all’acquisto di un etichettatrice.

Da dove cominciare? 

Un buon punto di partenza potrebbe essere la valutazione dell’uso che si intende fare dell’etichettatrice:

Serve per semplice uso domestico? 

Per stampare etichette standardizzate, più o meno sempre uguali?

Deve riprodurre anche dei simboli?

Deve essere facilmente trasportabile all’interno di un magazzino o un negozio?

Su che superfici devono essere applicate le etichette?

E soprattutto: quante etichette si pensa di dover stampare?

Perché la prima distinzione viene fatta dalla quantità di etichette che si intende produrre.

I diversi tipi di etichettatrice

Al momento la differenza più macroscopica è fra:

  • le etichettatrici palmari: di dimensioni così ridotte da poter stare, appunto, nel palmo di una mano
  • le etichettatrici con desktop: di misure più ingombranti, tanto da richiedere una postazione fissa

Studiamo caratteristiche e differenze di queste due tipologie.

Le etichettatrici palmari

Dispositivi di dimensioni ridotte, trasportabili, ergonomici e di semplice utilizzo.

Generalmente sono provvisti di un schermo (in alcuni modelli touch) che riproduce in anteprima il contenuto dell’etichetta, componibile tramite apposita tastiera.

Fra le opzioni disponibili ci possono essere 

  • la formattazione del testo, 
  • la scelta della dimensione e dello stile del carattere, 
  • l’eventuale rifinitura con una cornice selezionabile fra quelle pre-impostate, 
  • l’introduzione di simboli, almeno quelli più comuni, 
  • la personalizzazione del risultato finale, scegliendo sempre fra le possibilità messe a disposizione. 

Il testo può ovviamente essere corretto o cancellato prima di passare alla stampa.

Questo tipo di etichettatrice spesso incorpora il vano per contenere il nastro su cui verranno stampate le etichette.

  • PREGI:

Il dispositivo è maneggevole, trasportabile, di facile ed intuitivo utilizzo. 

Alcuni modelli possono usare nastri diversi e memorizzare le etichette.

  • DIFETTI:

Le etichette possono avere la dimensione massima del nastro su cui verranno stampate.

I colori di stampa sono abbastanza limitati.

Generalmente, questi dispositivi funzionano a batterie; elemento da tenere in debita considerazione per una corretta valutazione del costo finale.

L’uso ottimale di questo genere di etichettatrice è per una produzione limitata nella quantità e semplice nella sua stesura finale.

Le etichettatrici con desktop

Sono generalmente di dimensioni e peso tali da sconsigliarne lo spostamento, anche perché, taluni modelli sono alimentati via cavo. 

Esistono anche opzioni funzionanti a batterie ricaricabili, ma si alza la fascia di prezzo.

Questo genere di prodotto trova la sua collocazione naturale all’interno di uffici, aziende e magazzini che abbiano necessità di stampare velocemente un numero consistente di indirizzi, cartellini informativi, diciture particolari, codici, stampigliature simboliche.

  • PREGI:

Si entra in una gamma di prodotti professionali, in grado di stampare quantità anche importanti di etichette in un tempo relativamente breve.

Si amplifica anche la scelta delle dimensioni finali dell’etichetta e dei contenuti riproducibili e dei materiali su cui stampare.

  • DIFETTI

Le dimensioni ed il peso non ne consentono lo spostamento.

La sola etichettatrice non è in grado di realizzare l’etichetta; sono necessari un software ed un dispositivo esterno per mettere a punto il bozzetto dell’etichetta da stampare.

Come vengono stampate le etichette?

L’uso dell’inchiostro va scomparendo a favore di tecnologie più efficienti e performanti:

Stampa termica diretta: una testina posta all’interno dell’etichettatrice emana calore su nastri cartacei composti di materiale termosensibile, provocando un cambiamento di colore della stessa carta corrispondente alla scritta o all’immagine che si intende stampare.

Purtroppo la testina è soggetta a facile usura; pur essendo sostituibile senza implicare l’acquisto di una nuova etichettatrice, il suo costo è abbastanza importante rispetto a quello del macchinario nel suo complesso.

L’alternativa è costituita dalla

Stampa a trasferimento termico: si tratta di un procedimento leggermente più complicato, impiegato in modelli generalmente di fascia di prezzo più alta, ma disponibile anche in talune versioni palmari. All’interno della stampante si trova un nastro carbongrafico, detto anche nastro inchiostrato o, semplicemente, “ribbon” che trasmette l’inchiostro sulle etichette.

In questo caso, il calore emanato dalla testina scioglie l’inchiostro presente sul nastro trasferendolo sull’etichetta.

Il tempo di asciugatura è poi velocissimo, consentendo così una stampa molto rapida.

L’utilizzo del nastro preserva la testina dall’usura, proteggendola da polvere ed altri agenti esterni nocivi.

Su quale materiale si possono stampare le etichette?

Con la stampa termica diretta si possono utilizzare tre diversi tipi di carta termica:

  • non protetta: soluzione economica, adatta per etichette che non devono durare nel tempo o per spedizioni veloci o per classificazioni temporanee;
  • protetta: è più costosa, ma garantisce una leggibilità più duratura, fino ad oltre i 6 mesi;
  • sintetica: la versione più costosa ma anche la più resistente, soprattutto all’acqua. Idonea a spedizioni di una certa importanza.

In tutte le versioni, la carta termica soffre comunque l’esposizione prolungata al sole che ne sbiadisce la leggibilità. 

Per quanto invece riguarda la stampa a trasferimento termico i materiali delle etichette possono essere svariati e molteplici:

  • carta o pvc per etichette e ricevute;
  • materiali speciali resistenti ad acqua e strappi;
  • carta opaca
  • carta semilucida;
  • poliestere;
  • polietilene;
  • polipropilene;
  • fast tyre (foglio di alluminio su adesivo a base gommosa adatto a superfici ruvide e a temperature estreme)

Che dimensioni possono avere le etichette?

Le misure delle etichette dipendono molto dal modello dell’etichettatrice. 

Nei dispositivi palmari le dimensioni finali saranno più contenute, oscillando mediamente fra 1,2 e 1,9 cm di larghezza. Un’etichettatrice desktop può eccedere i 6 cm.

L’altezza è una misura più flessibile, ma comunque predefinita e standardizzata nei nastri usati abitualmente.

In cosa consiste il software necessario alle etichettatrici  con desktop?

Esistono software dedicati alla corretta progettazione di una etichetta; la maggior parte dei modelli di etichettatrici, comunque, stampa anche file di prototipi creati con altri programmi:

  • file database che abbiano estensione CSV, XLS o MDB;
  • file di testo selezionati da un brano, con estensione DOC o messaggi di posta elettronica;
  • file immagine GIF, ICO, JPG, PNG e TIFF. Le immagini più complesse sono supportate da etichettatrici di fascia più alta.

A cosa serve la connettività?

La connettività è la possibilità di collegare l’etichettatrice ad altri dispositivi, come per esempio il pc su cui vengono creati ed impostati i bozzetti  delle etichette.

Alcuni modelli palmari possono farlo sia via cavo sia wireless, per lo più Bluetooth.

Molti modelli desktop sono invece dotati di porta USB per essere facilmente collegati a qualsiasi tipo di computer.

I prodotti di fascia più alta sono equipaggiati di tecnologia Wi-Fi e Bluetooth; taluni di una porta Ethernet per una connessione a internet via cavo.

Stampa in bianco e nero o a colori?

Se questa caratteristica è rilevante in funzione dell’uso che si prevede fare dell’etichettatrice è bene sapere che, solitamente, la stampa a trasferimento termico può produrre risultati a colori, mentre quella a termica diretta produce etichette monocromatiche, solo in alcuni modelli bi-cromatiche.

Per concludere

La scelta di una etichettatrice che soddisfi le nostre aspettative deve essere fatta sulla base di una attenta valutazione dello scopo per cui intendiamo usarla e della mole di lavoro che stimiamo dovrà sostenere.

In questo senso, è bene anche prendere in debita considerazione la velocità di stampa che l’etichettatrice può raggiungere e la risoluzione finale (la qualità, semplificando molto) dell’etichetta, che molto saranno influenzate dalla complessità del bozzetto da riprodurre, dalla tecnica di stampa e dalla qualità complessiva del dispositivo.

Orientarsi verso un marchio che si sia evoluto nel settore ed abbia alle spalle una storia di affidabilità, potrebbe consentirci di fare una scelta pienamente soddisfacente.


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